new dada delirium · scribendo · Senza categoria

Cerco una parola sufficientemente composita da taggarmi l’anima.

Me la voglio spillare qui sul petto, bene in vista, con la sparachiodi automatica; poi accodarmi diligente sul nastro trasportatore, debitamente etichettata, pronta a prender posto sul consono scaffale.

Dietro il vetro lustro, avrei fatto “ciao” con la mano, un sorriso patinato a mimare la smorfia perfetta.

Il Mastro sbuffa alla mia impazienza e mi indica una porta: ora scorgo laggiù rigorosamente in fila le bamboline artefatte, ciascuna con il suo scintillante cartellino, che scivolano verso il mondo, dopo aver lasciato cadere l’anima nell’inceneritore.

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