new dada delirium · scribendo

Urlo,
A pugni frantumo
Lo specchio –
Sacre schegge, prismi multifocali
Che mi conficco nei bulbi oculari
Per vedere la multi-realtà.

E danzo tra mille riflessi ultravioletti,
Laser delle possibilità dei multiversi,
danzo nel maelstrom
dei vostri schemi liberati e fatti granelli.

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carne e sangue · scribendo

Il mio capo inanellato di metalli risuona nella cave iliache, scintillanti di muschi monocellulari che gettano ombre fluorescenti sulle pareti.

Inganno il tempo eterno dipingendo a vaste campiture volti inumani, viaggiatori della Via Lattea, che trattengono negli occhi orrori siderali, enigmi alieni incompresi.
Una visione diafana, un’eco troppo nota…

Ancora tu, traditore Orfeo, a tormentare la mia anima fin nelle remote cattività di questo non luogo, a infestare i miei sogni ardenti − io, Euridice dei miei stessi inferi!

new dada delirium · scribendo

Lacrime di cobalto irretivano gli sguardi dei passanti e il clamore del processo si univa all’avanzare crocidante della bara trainata da quattro impavidi conigli bianchi.

Il viale alberato s’allinea come un plotone di esecuzione sotto la canicola abbacinante, nugoli di cicale isteriche innalzano grida folli al sole della morte.

E la sentenza mi macella come una ghigliottina.