carne e sangue · scribendo

Vulnerabilità:
una piaga, una ferita che intossica.
Tu,
cosa vuoi dirmi con questi silenzi incompresi?
Indosso un frac troppo largo
E rido –
Clown dalle lacrime che singhiozzano cacofonia di assenza.

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new dada delirium · scribendo

Urlo,
A pugni frantumo
Lo specchio –
Sacre schegge, prismi multifocali
Che mi conficco nei bulbi oculari
Per vedere la multi-realtà.

E danzo tra mille riflessi ultravioletti,
Laser delle possibilità dei multiversi,
danzo nel maelstrom
dei vostri schemi liberati e fatti granelli.

carne e sangue · scribendo

Il mio capo inanellato di metalli risuona nella cave iliache, scintillanti di muschi monocellulari che gettano ombre fluorescenti sulle pareti.

Inganno il tempo eterno dipingendo a vaste campiture volti inumani, viaggiatori della Via Lattea, che trattengono negli occhi orrori siderali, enigmi alieni incompresi.
Una visione diafana, un’eco troppo nota…

Ancora tu, traditore Orfeo, a tormentare la mia anima fin nelle remote cattività di questo non luogo, a infestare i miei sogni ardenti − io, Euridice dei miei stessi inferi!