carne e sangue · scribendo

Corona di luce m’ammanta,
fiele di miei seni,
il mio nome è l’anagramma del tuo piacere –
sordo impulso alla distruzione.

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carne e sangue · scribendo

Il mio capo inanellato di metalli risuona nella cave iliache, scintillanti di muschi monocellulari che gettano ombre fluorescenti sulle pareti.

Inganno il tempo eterno dipingendo a vaste campiture volti inumani, viaggiatori della Via Lattea, che trattengono negli occhi orrori siderali, enigmi alieni incompresi.
Una visione diafana, un’eco troppo nota…

Ancora tu, traditore Orfeo, a tormentare la mia anima fin nelle remote cattività di questo non luogo, a infestare i miei sogni ardenti − io, Euridice dei miei stessi inferi!

carne e sangue · scribendo

Cantai gli empirei post nucleari, china sulle tombe dei Padri, sciolti i capelli a lavare le corrose croci spezzate.

Scalza, tra rovi aridi di polvere nera, avanzai fino all’altare dissacrato dell’Ultimo Uomo.

E remota nella desolazione del nulla apocalittico, tra l’afrore di cancrena, gomma bruciata e gelsomini in fiore, mi accoccolai sulla fredda pietra smerigliata per ricordare il calore di una testa posata sulla spalla.

carne e sangue · scribendo

Viviseziono lettere mai scritte in brandelli da affidare al fuoco e al vento.

Tu, catturane i coriandoli, arcane ceneri di ciò che hai distrutto: invano si agogna la Via, ma al centro del bosco potresti scorgere il mitico bisonte d’oro.

L’epifania incanta, l’attesa stanca.

Allora, nella luce della notte rivelatrice, il velo potrebbe cadere e io ricompormi da frammenti di ieratici pensieri.

E sarò sola, perché il tuo cammino è lontano e perduto.

E sarò nuova, perché ho appreso dalle mie Dee l’Uno e il Molteplice.

E sarò Io.