new dada delirium · scribendo

Lacrime di cobalto irretivano gli sguardi dei passanti e il clamore del processo si univa all’avanzare crocidante della bara trainata da quattro impavidi conigli bianchi.

Il viale alberato s’allinea come un plotone di esecuzione sotto la canicola abbacinante, nugoli di cicale isteriche innalzano grida folli al sole della morte.

E la sentenza mi macella come una ghigliottina.

Annunci
new dada delirium · scribendo · Senza categoria

Cerco una parola sufficientemente composita da taggarmi l’anima.

Me la voglio spillare qui sul petto, bene in vista, con la sparachiodi automatica; poi accodarmi diligente sul nastro trasportatore, debitamente etichettata, pronta a prender posto sul consono scaffale.

Dietro il vetro lustro, avrei fatto “ciao” con la mano, un sorriso patinato a mimare la smorfia perfetta.

Il Mastro sbuffa alla mia impazienza e mi indica una porta: ora scorgo laggiù rigorosamente in fila le bamboline artefatte, ciascuna con il suo scintillante cartellino, che scivolano verso il mondo, dopo aver lasciato cadere l’anima nell’inceneritore.